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12 SETTEMBRE 2019 • ALLOS

Piano di carriera: perché puntare sullo sviluppo del potenziale

Come creare un piano di carriera puntando sullo sviluppo del potenziale

Perché è così importante creare un piano di carriera puntando sulla valutazione del potenziale e relativo sviluppo? Assumere talenti non basta. Nonostante la crescita professionale sia riconosciuta come una delle maggiori priorità infatti, spesso le imprese non le danno la dovuta importanza. A dimostrarlo è anche una recente indagine della Society for Human Resource Management. In breve, inizialmente sono state identificate le condizioni necessarie per promuovere la soddisfazione lavorativa. Successivamente, è stato chiesto ad alcuni dipendenti di valutare quanto tali fattori influissero sul loro sentiment. Si è quindi scoperto che il mancato avanzamento di carriera è tra i motivi di maggior insoddisfazione.

Come dev’essere strutturato concretamente un piano di carriera?

Lo sviluppo del potenziale delle persone è vitale per le aziende. Eppure, l’American Psychological Association ha fatto emergere un dato che evidenzia il paradosso. Quando le aziende non promuovono strategie di sviluppo adeguatamente supportate dai manager, vedono aumentare esponenzialmente il rischio di essere abbandonate. Ma come dev’essere, concretamente, un piano di carriera per sviluppare a pieno il potenziale? A rispondere, ci hanno pensato gli esperti del Forbes Coaches Council.

  • Il piano di carriera è fondato sull’importanza dei numeri

Un piano di sviluppo professionale, per essere efficace, non va solo discusso col diretto interessato. Ogni piano di carriera dev’essere infatti delineato in maniera chiara e oggettiva.

  • Il piano di sviluppo efficace ha obiettivi smart

La soluzione migliore è compilare ogni anno una scheda di valutazione personale, composta da obiettivi di risultato e traguardi formativi. La scheda deve avere scadenza massima di 90 giorni e sia gli obiettivi di risultato che traguardi formativi devono essere smart. Contraddistinti quindi da caratteristiche di specificità, misurabilità, raggiungibilità, realtà e temporalità .

  • Le ore da dedicare al piano di sviluppo sono definite anticipatamente

Naturalmente, all’interno del piano di carriera, bisognerà allocare una percentuale del tempo lavorativo della persona alla sua formazione. Questo per non autosabotarne l’efficacia. Il tempo allocato servirà infatti alla persona per coltivare competenze connesse con il ruolo. Nel caso dei manager poi, sarà indispensabile allocare almeno altrettanto tempo allo sviluppo contestuale delle capacità di leadership.

  • Il piano di sviluppo del potenziale viene redatto adottando il punto di vista della persona

In un articolo di Forbes, Joe Folkman ha spiegato perché numerosi piani di sviluppo del potenziale falliscono. Bene, questo accade perché non assecondano le vere necessità delle persone, i loro interessi. Ecco perché è indispensabile prevedere la personalizzazione di ogni piano di sviluppo.

Ogni piano di carriera dev’essere personalizzato, pena la sua inefficacia

Le attuali metodologie di formazione, anche grazie all’AI, permettono di ottenere percorsi su misura per i singoli utenti. Dopo aver allineato gli obiettivi personali con quelli dell’organizzazione inoltre, la persona, per agire nel modo più efficace, potrà decidere di raggiungerli utilizzando la modalità che ritiene più consona.

La creazione del piano di sviluppo considera l’intera vita della persona

Come ricordano gli esponenti del Forbes Coaches Council, le performance e l’attaccamento all’impresa crescono parallelamente solo in un caso. Quando i dipendenti si sentono supportati nel raggiungimento dei propri obiettivi personali. Ecco perché i piani di sviluppo funzionano meglio quando portano alla realizzazione totale della persona.

Ogni piano di carriera rifletterà la cultura aziendale

I piani di sviluppo, per essere fruttuosi, devono inserirsi in un progetto ampio e continuativo. Ogni progetto rifletterà la cultura aziendale, per questa ragione, i piani più efficaci saranno quelli inseriti nei contesti culturali più evoluti. Ad esempio dove i dipendenti possono sentirsi liberi di esprimere le proprie ambizioni e dove i manager possono trasformarsi naturalmente in mentori costantemente aggiornati. In questo quadro, i momenti formativi formali andranno quindi affiancati da:

  • Momenti di apprendimento diffusi basati sull’innovazione e sull’intrattenimento

In un’azienda che coltiva la cultura dello sviluppo, della crescita, anche il pranzo coi colleghi rappresenta, ad esempio, un momento di apprendimento informale. Un’occasione perfetta per parlare del proprio settore o per scambiare i contatti. Mentre l’uso di tecnologie all’avanguardia o di esercizi interattivi, diventano un metodo per imparare mentre si rafforzano motivazione e spirito di squadra.

  • Programmi di assignment temporanei

All’interno del piano di carriera, l’evoluzione professionale può essere incentivata anche da affiancamenti o assignment temporanei. Momenti che permettano da una parte di verificare come altri colleghi gestiscono eventuali problemi noti e dall’altra di essere fonte d’ispirazione per nuove practices.

Adesso che sai come definire piani di carriera efficiente, non ti resta che scoprire le doti nascoste del tuo team.

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Chatbot e HR: un potente abilitatore che lascia più spazio alla strategia

Chatbot e HR: un sodalizio promettente che dominerà nel prossimo futuro

Cos’è un chatbot?

Il Chat bot, chatbot o chatterbot, è un software progettato per simulare una conversazione con un essere umano. Lo scopo principale di questi software è quello di simulare un comportamento umano e sono a volte definiti anche agenti intelligenti e vengono usati per vari scopi come la guida in linea, per rispondere alle FAQ degli utenti che accedono a un sito; alcuni utilizzano sofisticati sistemi di elaborazione del linguaggio naturale, ma molti si limitano a eseguire la scansione delle parole chiave nella finestra di input e fornire una risposta con le parole chiave più corrispondenti.

Fonte: Wikipedia

I chatbot, dopo aver rivoluzionato le vendite online, stanno trasformando anche le HR. Sempre più improntate a una logica di creazione della People Experience.

Le persone possono ora ottenere le risposte alle loro domande HR utilizzando un chatbot invece di dover prendere un telefono o inviare un’e-mail. Possono parlare con un chatbot che si ricorda di loro e delle loro abitudini e le aiuta istantaneamente nella modalità di comunicazione preferita (mobile, web, voce, ecc.).

Stai pensando di adottare questi software capaci di simulare la conversazione umana nel tuo lavoro quotidiano? Magari per migliorare l’employee experience all’interno del tuo Digital Workplace?In questo caso, ti conviene conoscerli meglio, approfondendone punti di forza e svantaggi.

Perché i programmi conversazionali diventeranno i tuoi migliori alleati

Sei completamente assorbito dai compiti più basilari e ti resta poco tempo per occuparti dell’engagement, del mentoring e dello sviluppo professionale delle persone? Combatti ogni giorno con una marea di curricula?

Questi e altri problemi, tra un po’, potrebbero appartenere al passato. Perché affidandoti ai chatbot godrai di numerosi vantaggi.

Il miglioramento dei feedback e l’individuazione dei problemi

I chatbot (o chat bot), superando la vicinanza fisica e la paura del giudizio di candidati e dipendenti, promettono di aumentare la quantità e la qualità delle loro risposte. Inoltre, grazie ad applicazioni come il natural language processing e il sentiment mining, possono identificare tempestivamente eventuali frustrazioni e insoddisfazioni latenti.

Il riequilibrio dei carichi di lavoro e la delega delle attività di routine

I chatbot ti permetteranno di automatizzare tantissimi task, compresi quelli aggiuntivi dovuti al lavoro stagionale. Si possono infatti occupare autonomamente del recruiting e del primo screening dei candidati, di rispondere ai dubbi dei neoassunti e dei sondaggi somministrati regolarmente ai collaboratori.

L’ottimizzazione di training e performance management

I chatbot, grazie all’interattività e all’adaptive learning, aumentano la partecipazione e rendono più efficaci la formazione e le tecniche di valutazione dei dipendenti

I limiti dei chatbot attuali

Nonostante le enormi potenzialità, i chatbot pongono anche importanti sfide alle organizzazioni:

  • La sicurezza
  • L’accesso ai sistemi aziendali e la registrazione di dati sensibili, obbliga a criptare le informazioni e ad adottare meccanismi per la loro difesa, anche per soddisfare le esigenze di compliance.

L’impreparazione delle imprese

Le persone non sono abituati all’uso dei chat bot all’interno dell’organizzazione. Per questa ragione vanno introdotti gradualmente e promossi adeguatamente per superare ogni resistenza. Perché diano frutti, infatti, il terreno deve essere fertile, sia a livello culturale che infrastrutturale. Inutile aspettarsi miracoli se non si dispone di un digital workplace strutturato e di un database consistente e pulito, da cui gli agenti intelligenti possano trarre agevolmente le informazioni.

L’immaturità della tecnologia

Oltre alle organizzazioni, anche la tecnologia deve ancora fare passi in avanti. I chatbot disponibili al momento, infatti, non sono scevri da criticità. Quelli basati sulla script automation, per esempio, supportano egregiamente i processi puramente razionali ma si adattano molto meno a materie complesse come l’HR, difficilmente inquadrabili tramite semplici operazioni binarie e diagrammi di flusso.

Le versioni che integrano l’intelligenza artificiale, invece, pagano l’arretratezza di una tecnologia ancora alle prime armi. A dimostrarlo, il bug nel chat bot del customer service di Apple, incapace di distinguere il pronome “I” dalla “I” che caratterizza la denominazione dei prodotti del marchio.

Adesso che conosci pregi e punti deboli dei chatbot, non ti resta che prepararti all’avanzata dell’HR self-services. Immagina un digital workplace in cui gli agenti intelligenti sbrigheranno i compiti più semplici al posto tuo e tu potrai finalmente concentrarti su quello che ami di più del tuo lavoro: empatia e strategia.

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